IL BLOG ONLINE DELLA BIBLIOTECA DI SONA

GENNAIO 2019

STORIE

E FLUSSI DI PENSIERO SU VITA, FELICITÀ E SESSO

Nel mese più freddo (e triste?) dell’anno
parliamo di argomenti piacevoli per scaldare anima e corpo

 

Signorina: “Di certe cose a me non piace parlare, a me piace farle”
Milly: “In mancanza d’altro mi piace anche parlarne”
dicevano in Deserto rosso.

Nonostante io sia una fumatrice, ho sempre avuto una passione per l’inverno: le mie sigarette socializzanti ludico-ricreative mi hanno regalato molte conversazioni, rese ancora più interessanti e appassionanti da freddo, pioggia,  vento e neve, per non parlare del fascino che ha il respiro caldo che si confonde con il fumo. Non tutti però subiscono il fascino dell’inverno e, in gennaio, mese più freddo dell’anno, molti miei amici vogliono trascorrere il tempo in casa o, se escono, vogliono sedersi dentro. Ed è così che ci si ritrova spesso faccia a faccia, ginocchio a ginocchio, gomito a gomito, stretti stretti, seduti dentro ai bar o ai ristoranti, dove le conversazioni spesso si fanno  più fitte e più leggere.

Per esempio l’altro giorno mi trovavo al ristorante cinese con una coppia di amici e tra una parola e l’altra mi sono addentrata, un po’ controvoglia, in una conversazione sul sesso. Certo, perché se si trascorre più tempo in casa c’è anche più tempo per quello, dicevano. E mentre mi interrogavo sul perché dovessimo affrontare un tema tanto  intimo in un ristorante cinese, mi resi conto di quanto in verità l’argomento potesse rivelarsi interessante. Il topic  era: è giusto dare consigli sessuali al partner?

Ma ehi, è stata lanciata una patata troppo bollente, meglio fare un passo indietro.
Per rispondere a questa domanda, forse prima bisogna porsene altre.


Da secoli l’uomo ricerca la felicità e, anche se non sa bene cosa sia, schiere di filosofi, teologi e psicologi (e fumatori) si sono espressi sull’argomento. Io ho avuto la mia illuminazione grazie ad un’amica. Eravamo al bar, ai tempi dell’università. Non ricordo di cosa stessimo parlando, è passato molto tempo (e forse molti spritz), ma ricordo una frase che mi sono ripetuta molte volte negli anni a seguire.

Sei felice solo se lo vuoi, mi aveva detto.

É stata una frase d’effetto, biascicata, uscita forse da un bicchiere di troppo. Col senno di poi, però, ho capito il vero significato di quella frase: ho passato molto tempo ad aspettare che gli altri mi capissero, che decidessero per me, che le cose mi capitassero per caso. In effetti molte cose belle ed emozionanti della mia vita sono capitate
per puro caso, e di questo mi devo ritenere fortunata; tuttavia la felicità l’ho trovata perché ho deciso di volerla. Era giunto il momento di smettere di essere irrequieta e semplicemente l’ho cercata. Ma è una cosa che va  inseguita continuamente, anche nelle piccole cose.

E quella sera, al ristorante cinese, ho capito che va cercata anche nella sesso.

Tornando al topic della serata: è giusto dare consigli sessuali al partner?

Bè, rare volte nascono situazioni di intesa perfetta, in molte altre invece l’intesa è potenziale o va rinnovata. E allora perché allungare i tempi per capirsi quando basterebbe dare istruzioni? Si perderebbe di poesia e  spontaneità? No, se la persona con cui si sta sa fare buon uso delle nostre istruzioni. Il segreto forse sta nella giusta comunicazione (le istruzioni su come montare lasciamole all’Ikea).

Gli amici, ancora, sono una buona fonte di riflessione, se sappiamo ascoltare. Ricordo delle conversazioni analitiche avute con le mie amiche. Le donne parlano in modo quasi scientifico di sesso. Gli uomini troppo spesso in modo goliardico. Forse perché da ragazzi ci siamo fatti idee sbagliate sul sesso, idee di sessualità e sensualità decisamente improbabili, influenzate dagli orgasmi urlati del mondo porno, idee distorte dai contenuti dei programmi televisivi, dalle riviste e dalle pubblicità, idee svilite da corpi femminili in pose innaturali e provocanti, al limite del grottesco. Insomma, contesti che hanno plasmato il cliché dell’uomo-predatore e della donna casta-frigida o disinibita-vacca.

Non c’è da stupirsi quindi se dilagano i luoghi comuni tra ragazzi e non, che altro non fanno che alimentare i cliché sopracitati e legittimare la paura di esporsi e mostrare le piccole insicurezze legate al sesso.

Eppure basterebbero due chiacchiere di fronte a un bar, con una sigaretta in mano e un po’ di coraggio, o un po’ di sano menefreghismo davanti a un piatto di riso cantonese e tanta, tanta ironia per smontare gli stereotipi e affrontare le disillusioni cui inevitabilmente essi ci mettono di fronte. Allora sì che potremmo parlare di sesso,
surreali perversioni e inaspettati desideri, non di porno, non di modelli e aspettative, ma di piacere, perché in fondo questo dovrebbe essere il sesso: un piacere, e il piacere si sa, come ciascuno di noi, è troppo complesso per essere ridotto a stereotipo o per essere dato per scontato, ha bisogno di cure, di dialogo e, perché no, anche di istruzioni. Insomma,

sei felice solo se lo vuoi.

 


 

VUOI APPROFONDIRE IL TEMA TRATTATO?

Noi ci siamo lasciati ispirare da

Lo zen e l’arte di scopare

di Jacopo Fo

Il sesso? È qualcosa di divertente, giocoso, piacevole, quotidiano, che ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri.

Ce lo ricorda Jacopo Fo, in un libro da cui abbiamo preso ispirazione per il tema di questo articolo e di cui consigliamo la lettura, per sfatare un argomento (troppo) spesso considerato tabù.

La scrittrice

MARELLA DIAMANTINI

Di Verona, dopo essere diventata un architetto a tutti gli effetti decide di non esercitare ma di laurearsi in scienze dell’educazione e lavorare come educatrice. Per la sua terza vita spera un giorno di coniugare tutti i suoi interessi, arte, architettura, insegnamento e letteratura. Per la sua quarta vita invece diventerà un gatto, così da poterne vivere altre nove.

L’artista

DANIELA BERTI

Nasce a Treviso nel 1992, studia pittura al L.A. di Treviso e dopo il diploma segue i corsi di Arti Visive e Teatro allo IUAV di Venezia. Ha fatto parte del Collettivo AAA, collaborato come al progetto video di Vinicio Bordin “Angelo Rossetto da Maser”, si iscrive al GAI (Giovani artisti italiani). Frequenta la specialistica in illustrazione all’Isia di Urbino e partecipa al programma Erasmus all’Esa Saint Luc di Bruxelles. Ama i dinosauri, le fotografie vecchie, le lucine e i pomerania.
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